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RISOLTO UN DUBBIO SULLA SCATOLA NERA:

l'utilizzo in sede processuale dei dati forniti dal dispositivo elettronico è ammesso dal Codice delle Assicurazioni.

 

Secondo gli ultimi dati forniti dall’IVASS continua la diffusione in Italia della scatola nera auto. A fine 2018 il dispositivo era presente nel 22,2% dei contratti RC auto a livello nazionale, con valori significativamente più elevati nelle province più esposte al rischio di frode. Un’espansione talmente considerevole da porsi qualche domanda sull’effettiva utilizzabilità in sede processuale, sia civile che penale, delle registrazioni del congegno. In altri termini, i dati forniti dalla scatola nera auto si possono portare come prova per risolvere una controversia legale? La risposta è positiva.

CHE COS’È LA SCATOLA NERA AUTO

Prima di addentrarci nella questione, ricordiamo brevemente che cosa si intende per scatola nera delle automobili. La scatola nera o black box è un dispositivo elettronico, dotato di localizzatore Gps, capace di registrare in maniera molto accurata la posizione e la velocità di un veicolo. Queste caratteristiche rendono la scatola nera perfettamente in grado di ricostruire l’esatta dinamica di un sinistro stradale, contribuendo così al contrasto delle frodi. Secondo quanto dispone l’art. 132-ter del Codice della Assicurazioni Private, le compagnie assicurative praticano uno sconto sulla tariffa RC auto ai clienti che acconsentono di installare la scatola nera, o altro dispositivo similare, sulla propria vettura.

 

LA SCATOLA NERA AUTO NEI PROCESSI CIVILI

Dunque le compagnie assicurative grazie alla scatola nera sono in grado di capire la dinamica di un incidente e regolarsi di conseguenza per i risarcimenti. Ma la black box è così affidabile da poter essere usata anche in sede processuale? La risposta la fornisce il già citato Codice delle Assicurazioni, che nell’art. 145-bis si occupa proprio del ‘valore probatorio delle cosiddette scatole nere e di altri dispositivi elettronici’. Ebbene, l’articolo in questione conferisce piena dignità legale alla scatola nera auto, spiegando che “le risultanze del dispositivo formano piena prova, nei procedimenti civili, dei fatti a cui esse si riferiscono, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del predetto dispositivo”.

CONSIDERAZIONI SUL MANCATO FUNZIONAMENTO O MANOMISSIONE DELLA SCATOLA NERA

Commentando la norma del C.A.P,, gli esperti del portale giuridico Diritto.it affermano che l’art. 145-bis di fatto esclude che la parte contro cui sono prodotti gli estratti della scatola nera possa provare il contrario di quanto da esse registrato mediante prova testimoniale, ‘senza aver preliminarmente provato che tali registrazioni siano inattendibili e probatoriamente inefficaci laddove estratte da un dispositivo che al momento del sinistro fosse malfunzionante o che sia stato in seguito manomesso’. Pertanto se chi agisce in Tribunale per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da un incidente stradale vede prodotti in giudizio estratti di scatola nera che smentiscono la dinamica da esso riferita, ‘dovrà preliminarmente provare che al momento dello stesso la scatola nera non funzionasse o, viceversa, che sia stata manomessa. Solo dopo la prova del malfunzionamento o della manomissione della scatola nera, il presunto danneggiato potrà provare il fatto storico da egli allegato’.

ESEMPI DI VALIDITÀ DELLA SCATOLA NERA AUTO IN SEDE PROCESSUALE

Ci sono già numerosi giudici che hanno accordato ai dati della scatola nera auto il valore probatorio riconosciutogli dal Codice delle Assicurazioni Private. Di recente, per esempio, con la sentenza n.885/2019 il Tribunale Ordinario di Foggia ha riconosciuto l’idoneità delle registrazioni della black box a provare il contrario di quanto asserito da un soggetto in una causa riguardante l’indennizzo per il furto di un veicolo. Allo stesso modo le sentenze n. 703/2019 del Giudice di Pace di Catania e n. 1290/2019 del Giudice di Pace di Palermo hanno rigettato due domande di risarcimento per danni da sinistri stradali, ritenendo che i dati delle scatole nere portati come prova dalle convenute compagnie assicuratrici, fossero assolutamente idonei a destituire di ogni fondamento le dinamiche dei fatti descritte dai sedicenti danneggiati.

LA SCATOLA NERA AUTO NEI PROCESSI PENALI

E cosa accade invece nei processi penali? La validità legale della scatola nera auto resta la stessa? Diritto.it risponde affermativamente, ammettendo l’utilizzo degli estratti della scatola nera in sede penale ‘per il contrasto alle frodi o qualsiasi altra fattispecie criminosa che veda coinvolta la circolazione stradale’. Si può quindi ragionevolmente ritenere che la polizia giudiziaria e la magistratura inquirente possano acquisire notizie di reato utilizzando anche i congegni elettronici dotati di Gps.

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